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La scintillante musica del Barocco romano

Un mondo sonoro sorprendente e affascinante (di Stefano Sabene)

Roma Opera Omnia - Baroque orchestraNella musica barocca romana Sacro e profano, materia e spiritualità si confrontano in una infinità di timbri, di ritmi, d’invenzioni armoniche e melodiche, in un sorprendente e sfavillante scintillio di suoni, che rappresenta uno dei momenti più felici e alti della Storia della musica.Un mondo sonoro sorprendente e affascinante quello del barocco romano, il cui ascolto, specialmente dal vivo, può rivelarne più di molte parole lo spirito e l’essenza. Tutti gli elementi estetici dell’arte trovano corrispondenza nella musica dell’epoca, a testimonianza di una sostanziale unità, quando a Roma, tra il XVI e il XVII sec. si realizza uno dei momenti più entusiasmanti della cultura e dell’arte europea.
In nessun altro luogo si ha una concentrazione così alta di artisti, architetti, musicisti, capaci di creare opere di valore universale, pensiamo ad es. alla Cappella Sistina di Michelangelo, alla perfezione stilistica di Raffaello, ai dipinti rivoluzionari di Caravaggio, alle arditissime realizzazioni scultoree e architettoniche di Bernini e Borromini. La presenza a Roma della sede papale ha dato un impulso decisivo a questo straordinario momento creativo. Nella musica, in particolare, ha portato al perfezionamento di forme musicali già esistenti, ma anche alla nascita di nuove.
Sul finire del ‘500, Giovanni Pierluigi da Palestrina porta a livelli di assoluta perfezione la polifonia sacra, le cui realizzazioni sonore sono paragonabili agli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo, dove queste musiche risuonano durante le liturgie sacre.
San Filippo Neri, nel frattempo, creava l’ambiente dove fiorirono nuove forme musicali, come l’Oratorio, destinato a svilupparsi fino a divenire una delle forme più importanti della musica europea. Questo formidabile momento creativo non si esaurisce al genere sacro. Con la “Rappresentazione d’anima e corpo” di Emilio de’ Cavalieri, che va in scena a Roma nel febbraio del 1600, inizia la storia del melodramma, destinato a sviluppi clamorosi nei secoli a venire.

Il valore espressivo della musica

Il barocco romano produce anche nella musica strumentale delle accelerazioni straordinarie, essendo presenti alcuni tra i massimi virtuosi del tempo, come il clavicembalista e organista Girolamo Frescobaldi o il violinista Arcangelo Corelli, senza contare la foltissima schiera di compositori, strumentisti, cantanti, che confluirono a Roma per perfezionarsi o trovare impiego presso le numerose Cappelle musicali o al servizio delle ricche famiglie romane, come i Colonna, i Borghese, i Pamphilj, che al pari di quadri, affreschi, sculture, commissionano e determinano la produzione di un’enorme quantità di brani musicali, che tutt’ora possiamo rinvenire nei numerosi Archivi e Biblioteche romane*.Per comprendere meglio i caratteri distintivi di questa musica, possiamo riferirci alle realizzazioni figurative di questo tempo. L’ascolto di un brano di Girolamo Frescobaldi, ci porta immediatamente in una dimensione caravaggesca. L’ascoltatore noterà subito, infatti, come l’elemento predominante, la melodia del canto, viene a stagliarsi come pura luce dall’accompagnamento armonico, il cosidetto Basso continuo, esattamente come Caravaggio tratteggia gli elementi principali attraverso i toni più alti dell’immagine, che vengono a porsi in risalto rispetto lo sfondo.
Il virtuosismo strumentale, presente ad esempio nei brani per chitarra di Lelio Colista, realizza sonoramente i virtuosismi estremi nelle realizzazioni scultoree di Gian Lorenzo Bernini, ove ogni preziosismo nella trattazione della materia marmorea trova speculare riscontro nelle volute di note eseguite sulla punta delle dita del virtuoso musico. In un mottetto di Carissimi, invece, possiamo ritrovare lo sviluppo dei volumi sonori assolutamente paragonabile al trattamento dei volumi architettonici di una chiesa barocca come Sant’Agnese in Agone, opera del Borromini. Non a caso, diversi autori parleranno di architettura come “musica cristallizzata”.
*Diversi brani degli itinerari Roma Opera Omnia provengono direttamente da nostre ricerche musicologiche nei vari Archivi romani, e che spesso proponiamo in prime esecuzioni in epoca moderna.
@ Roma Opera Omnia 2012